Nel settore dei media, i fornitori di servizi di intrattenimento stanno iniziando a utilizzare l'intelligenza artificiale per personalizzare le esperienze di ricerca e scoperta degli utenti, in un contesto caratterizzato da una crescente saturazione di contenuti e servizi. La maggior parte dei fornitori, tuttavia, non dispone degli strumenti necessari per offrire un servizio all'altezza di quello offerto dai chatbot più diffusi, il che potrebbe compromettere l'esperienza degli utenti.
A differenza di quelli utilizzati nei chatbot più diffusi come ChatGPT, i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) concessi in licenza alle aziende non sono collegati a fonti di conoscenza esterne e del mondo reale (il cosiddetto «grounding»). Si tratta piuttosto di potenti «cervelli» di IA che non hanno accesso ad alcuna informazione che non faccia parte del loro addestramento.
– Indagine Gracenote sull'utilizzo dell'IA Gracenote del 2026
Questa ricerca mette a confronto l'utilizzo di un modello di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) contestualizzato nella ricerca e nella scoperta di video con quello di un modello non contestualizzato. I risultati dello studio, che ha preso in esame 2.600 programmi televisivi e film in 13 paesi, sottolineano l'importanza di utilizzare dati credibili e autorevoli per offrire esperienze di scoperta dei contenuti complete, basate sui fatti e aggiornate.



L'offerta sportiva dei fornitori globali di servizi SVOD supera ormai i 38.500 programmi.
I modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) sono ben lungi dall'essere perfetti e, nel mondo dello spettacolo, credono di sapere più di quanto non sappiano in realtà.
Affinché i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) aziendali possano offrire le esperienze di contenuto di nuova generazione di cui sono capaci, è fondamentale poter accedere a dati affidabili e specifici del settore.
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